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Teatro Comunale

Programmazione di concerti e balletti dedicati ai compositori Russi

Les offrandes oubliées

Venerdì 20 ottobre
Teatro Comunale, ore 20.30

Olivier Messiaen (1908-1992) Les offrandes oubliées
La Croix
Le Péchée L’Eucharistie

Witold Lutosławski (1913-1994) Concerto for Orchestra
Intrada: Allegro maestroso Capriccio notturno ed Arioso: Vivace Passacaglia, Toccata e Corale

Dmitrij Šostakovič (1906-1975)
Sinfonia n. 12 in re minore op. 112 (L’anno 1917)

Moderato: Pietrogrado rivoluzionaria Allegro, Adagio: Razliv
Allegretto: Aurora
L’istesso tempo: L’alba dell’umanità

Daniel Smith direttore
Orchestra del Teatro Comunale di Bologna

 

Les offrandes oubliées, del 1930, partitura di un Messianen giovane diplomato al Con- servatorio di Parigi, memore della lezione dei compositori più influenti in Francia nel primo Novecento (Debussy, Ravel, Dukas) è suddivisa in tre movimenti: “La Croix” viene definita dal compositore una «lamentazione» per archi ispirata ai canti arti- colati in neumi, quindi in gruppi di note di diversa lunghezza; “Le Péchée”, pregno di entusiastico modernismo, è una «corsa verso l’abisso» incitata dallo squillo delle trombe; “L’Eucharistie” proietta un disteso melos dei violini attraverso le vetrate po- licrome dell’armonia. L’impressione suscitata dal Concerto per Orchestra di Bartók è evidente nella partitura d’identico titolo scritta da Lutosławski che, come nel caso di Messiaen, rappresenta uno stadio non tipico dello stile del compositore meravi- gliato dal successo dovuto agli echi folklorici della Polonia “Kurpie”, e a un assetto formale sostanzialmente tradizionale che infonde di sonorità atonali tecniche con- trappuntistiche riprese dal passato remoto. A sua volta informata di moduli tradi- zionali, ancorata alla tonalità e intensamente descrittiva, la Sinfonia n. 12 di Šostakovič, del 1961 è dedicata alla memoria di Lenin e accompagna l’ascoltatore su un crinale in bilico tra retorica mai scontata e pathos lungo quattro movimenti l’ultimo dei quali è apoteosi di ottimismo ed estroversione.

 

Petruska – Compagnia Virgilio Sieni

15 – 21 febbraio 2018
Teatro Comunale

Coreografia e spazio Virgilio Sieni

Musica I. Stravinsky

Interpreti Compagnia Virgilio Sieni
Luci Mattia Bagnoli

Costumi Elena Bianchini

Petruska è una marionetta e non è una marionetta, convive nei due mondi, nelle due visioni e esperienze, trascendendo l’esistenza stessa dell’uomo per identificarsi con il gesto liberatorio. Non un semplice scatenamento, ma ascensione per cadere nuovamente nell’esperienza dell’umano. La vita come palestra verso la natura intrecciata da una geografia di sentimenti che ci indica quanto essa, la vita, vada vissuta per quello che è: un travasare inarrestabile da un’esperienza all’altra, e allo stesso tempo esperienza trascendentale, dove il corpo è messo in opera nella sua essenza archeologica, capace di creare un’infinità di gesti e posture figurali secondo un sistema di combinazioni articolari.
Petruska è qui in cammino tra lazzi e innamoramento, tra gioco e tragedia, si dimentica della sua incorporeità e da angelo delle fiere e del divertimento apre uno squarcio nella vita. Ci permette di penetrare in quel tratto dell’immaginario dove l’essere marionetta ci guida nel vissuto: marionetta che disattiva con le sue movenze e le danze, l’inesorabile decadimento. Dunque, danzare fino alla fine del mondo, fin dal primo momento che già assapora di tragedia nonostante il clima festoso.
Qui la coreografia vuole rimanere fedele al mito di Petruska, così come amiamo alla follia le infinite fuoruscite di Pulcinella che donano leggerezza alla gravità delle azioni.
Lo spettacolo si sviluppa intorno alla relazione tra marionetta e tragedia, gioco e archeologia: un ciclo di azioni sentimentali sulla natura del gesto e l’abilità di stare al mondo.
Petruska getta un legame con l’impossibile.
Tra noi e il vuoto, tra noi e il nascosto.

 

 

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